Seminario di Erving Polster

Seminario di Erving Polster

Poter seguire Erving Polster è stato uno “strumento” per poter alimentare il fuoco della mia passione, non solo nei confronti della psicoterapia, ma nei confronti della vita e questo è un dono che non sempre si ha la fortuna di ricevere.
Per Cartesio le passioni sono percezioni, che si riferiscono in particolare all'anima, causate, mantenute e rafforzate da qualche movimento degli spiriti…
Penso che le grandi passioni vadano alimentate; siamo noi che generiamo “il movimento degli spiriti”.

Nella mia vita sono fiorite passioni che ho coltivato e nutrito. Non so dire bene quando sia nato in me l’amore per la psicologia e la Psicoterapia della Gestalt ma so bene cosa voglia dire per me vivere questa passione.
In momenti diversi ed in modi diversi Polster ne ha sempre fatto in qualche modo parte e mi ha aiutato ad alimentarla.
Sia per il paziente che per il terapeuta, la terapia rappresenta un percorso meraviglioso che permette di esplorare il proprio mondo interno, permettendo di conoscere se stessi e la propria unicità ed inripetibilità!

La Psicoterapia è un momento per poter entrare in contatto con noi stessi, un momento di meditazione ed introspezione ma soprattutto un momento in cui è possibile creare consapevolezza della propria storia di vita in prospettiva futura. La terapia implica un arricchimento, un’espansione di sé, poiché permette di concentrarsi e quindi prendersi in carico con maggiore responsabilità.
La psicoterapia presuppone una decisione impegnativa e radicale che comporta un progetto che ci impegna nel tempo e che si configura come un recupero ed una risignificazione del tempo passato nel presente.
Ognuno di noi possiede un mondo interiore immenso e meraviglioso, spesso fa paura, ma quando troviamo il coraggio di esplorarlo, siamo in grado di vivere in modo consapevole, responsabile e diveniamo così finalmente liberi. Siamo il risultato di tante caratteristiche, punti di forza e debolezza ma siamo splendidamente ed unicamente noi!

Spesso le asperità, la paura, l’ignoto divengono acqua per il fuoco della passione per la psicoterapia. Alle volte il fuoco sembra spegnersi perché si perde la capacità di meravigliarsi delle cose semplici della vita, perdiamo il contatto con noi stessi e quindi con gli altri.
Avere avuto per la seconda volta in vita mia la possibilità di incontrare Polster e di vederlo lavorare è stato come benzina sul fuoco della mia passione.
Poter contemplare la semplicità dei suoi gesti, delle sue parole, la sua naturalezza ed allo stesso tempo l’efficacia impeccabile del suo lavoro terapeutico riattiva in me la passione per la terapia ma prima ancora l’interesse e la curiosità per la vita, per le persone e per me stessa. L’incontro con lui rafforza le mie idee riguardanti il mondo della psicologia.
Ad ogni parola pronunciata da Polster scattava dentro di me il desiderio di voler raggiungere quella impeccabile essenzialità, così dolce ed efficace che sembra ai miei occhi quasi avere il potere di muovere l’universo.
Diviene evidente come la psicoterapia sia uno strumento a disposizione e supporto della crescita individuale e personale, per la “cura di sé”, un mezzo per sollecitare gli individui a rivedere il proprio ruolo, il proprio modo di pensarsi, di “risignificarsi”.
Vivere quest’esperienza mi dimostra come spesso tendiamo ad assopirci nei confronti della vita e così perdiamo pezzi di vita, smarriamo noi stessi e le nostre risorse.

 

Con Polster la psicoterapia sembra qualcosa di immediato e lapalissiano. E’ stupendo sentire come la semplicità e la naturalezza del suo essere interessato all’altro diventino difficili “strumenti” da sviluppare per diventare un buon terapeuta. Tener presente il suo modo di lavorare mi aiuta a stare in guardia dello scivolare in sterili virtuosismi terapeutici. La gioia, il piacere, la pacatezza e l’eleganza dello “stare in relazione” di Polster mi rende entusiasta, alimenta “il mio movimento degli spiriti” e, come direbbe Heidegger, mi supporta nel mio “progetto” di vita.

 

lunedì 18 ottobre 2021

Articolo divulgativo a cura di Dott.ssa Cristina Puglia Psicologa e Psicoterapeuta