L'adolescenza

l'adolescenza e la perdita del proprio se infantile

L'adolescenza è il periodo caratterizzato dalla transizione dall'infanzia all'età adulta. Insorge con l'avvento della pubertà, che porta molti cambiamenti a livello fisiologico quali: modificazioni ormonali, la comparsa delle caratteristiche sessuali secondarie, l'avvento del menarca nelle donne. Tutti questi cambiamenti possono turbare l'adolescente, che si trova a dover abbandonare un corpo infantile e l'immagine di sé bambino, ma allo stesso tempo non è ancora pronto per entrare a far parte del mondo adulto.

Ciò porta l'adolescente a vivere un continuo conflitto di identità, perché non riesce a definire il proprio sé, dovendo anche elaborare il lutto per la perdita del proprio sé infantile. Proprio per questo l'adolescente può mettere in atto una serie di difese per controllare questi turbamenti.

Può per esempio chiudersi in isolamento o al contrario avere spinte narcisistiche ed esplorative. Tale esaltazione del Sé serve all'adolescente per mantenere rafforzata la propria autostima e per considerarsi autonomo dalla dipendenza infantile. Questo è il periodo anche dei grandi cambiamenti cognitivi, grazie ai quali si sviluppa un pensiero ipotetico- deduttivo, che permette all'adolescente di affrontare la realtà in maniera più logica e più profonda. Una difesa associata a tale cambiamento può essere l'intelettualizzazione, attraverso la quale il soggetto sposta i conflitti dal piano emotivo a quello intellettuale. Altra possibile difesa è l'ascetismo, attraverso la quale, l'adolescente, per negare l'insorgere di pulsioni sconosciute, mette in atto una condotta impeccabile, accompagnata da assenza di attività di svago, di amici, da un abbigliamento molto scarno e povero. Tutti questi cambiamenti e conflitti sfociano poi in un atteggiamento di ribellione nei confronti dell'autorità genitoriale e in una adesione molto forte al gruppo dei pari. Il rapporto tra l'adolescente e la famiglia si modifca a tre livelli:

Un livello verticale (rapporto genitori- figli), in cui è possibile assistere ad una ridefinizione dei ruoli in famiglia, all'assunzione di una nuova comunicazione, che diventa più simmetrica e ad una regolazione delle distanze affettive, che serve all'adolescente per raggiungere la propria individuazione.

Un livello trasversale (rapporto madre-figlio, padre- figlio), in cui è possibile assistere ad una diversificazione del rapporto dell'adolescente con il padre e con la madre, funzionale all'acquisizione dell'identità di genere. Sembra infatti, che i conflitti più acuti si creino soprattutto nel rapporto con la madre.

Un livello orizzontale (coppia coniugale), in cui è possibile assistere ad un ritrovamento dei genitori in termini di coppia. E' da sottolineare, che la ribellione non è nei confronti dei genitori in quanto tali, ma nei confronti dei loro tentativi di controllare il comportamento del figlio.

Il gruppo dei pari allora diventa importante perché rappresenta un luogo di condivisione di ideali, di opinioni, in cui i rapporti sono simmetrici. Ciò consente all'adolescente di rivestire un ruolo definito e di sentirsi accettato e valorizzato perché si sente simile agli altri, condividendo con loro gli stessi conflitti e problemi, che trovano proprio all'interno del gruppo, una soluzione.

Lo scopo della terapia è quello di rendere l'adolescente più consapevole del cambiamento che stà vivendo, consapevole delle sue emozioni ed aiutarlo ad imparare nuovi modi di gestirle ed elaborarle.